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ISBN: 978-88-902810-0-6
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ISBN: 88-89243-31-7
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In vendita da metà maggio 2006 anche il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, uscito nella collana "Un libro in aiuto" per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma e già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi. Un libro a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.
ISBN: 88-89243-95-3
A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
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Dall'Italia:
Mitica anche la grande Giusi che oltre ad avermi fatto una splendida recensione l'ha anche promossa ovunque.
Ecco i vari blog su cui è apparsa, a partire dal suo speciale
sito omonimo del suo prossimo libro
che segna il suo esordio nell'ambito editoriale,
e che promette di essere un grande successo!
"Il bene tolto"
inoltre è apparso su:
"Blog Friends"
su
"Infinitamente Tu"
su
"Pensieri Vagabondi"
Un Gigolo in doppiopetto
di Manuela Mazzi
Un grazie pure all'amico Nico
per la graditissima recensione promossa su più siti.
Ecco i vari siti su cui è apparsa, a partire da...
"Il Rifugio dei Moai"
inoltre è apparso su:
e su
"Libri e Dintorni"
Questa volta Manuela ha fatto centro. Il libro non mi ha lasciato alcun dubbio. Lo stile della Mazzi è molto migliorato, più descrittivo, più audace. Le pagine scorrono come un fiume in piena. I capitoli sono un crescendo, intrigando il lettore che non vede l'ora di finire il romanzo per capire cosa succede al protagonista, Massimo, che si trova invischiato in questa situazione un po’ particolare.Continuano gli aggiornamenti citati nell'ultimo post,
con l'articolo-recensione di Nick, pubblicato prima sul suo blog
poi sul blog di Gix
e infine sul Corriere degli italiani

Letture:Scavando nel lato oscuro del Ticino..
Sunto: “Un Gigolo in doppiopetto” è un reportage narrativo che ripercorre la storia vera di un gigolo ticinese. Un giovane ambizioso ingaggiato da un’agenzia di accompagnatori di Lugano per vendere il suo corpo a donne della Milano bene, ma non solo. Una confessione a presa diretta raccontata in prima persona dal protagonista, che si è trovato a vivere due anni di degrado di sé, attraverso un viaggio nel miraggio di valori distorti, della bella vita, dei soldi facili, ma anche di prostituzione e droga.
Commento: Manuela Mazzi ha scritto un libro all’americana ambientato in Ticino. I fitti dialoghi e le immagini concrete e forti de “Un gigolo in doppiopetto” sembrano uscire (sempre con le dovute proporzioni) dalla penna di Elmor Leonard o dalla fantasia erotica di Henry Miller. Ma la scrittrice ci mette anche una vena morale molto forte. Non c’è capitolo senza che il protagonista cerchi di analizzare il suo comportamento e cerchi di capire il perché è finito nel giro della prostituzione. Certo, la noia e la routine quotidiana possono spiegare questa caduta agli inferi, ma forse c’è dell’altro. Forse il libro di Manuela Mazzi può essere inteso come un’allegoria a quella perdita di valori che la società intera sta vivendo. Nulla di nuovo, si potrebbe dire. È vero, ma se accanto alla critica, c’è una presa di coscienza della situazione in cui è finito (e quindi di riflesso dell’intero momento storico in cui viviamo) e c’è soprattutto un forte rigetto della stessa con un appello a riprendersi interamente e con vigore quei valori che sembrano essersi persi, allora la critica cambia e il reportage narrativo si rinvigorisce. Soprattutto in anni in cui relativismo e nichilismo sembrano sotterrare sotto palate d’indifferenza battaglie morali ed etiche.
Come detto è un romanzo all’americana (per lo stile cinematografico, per la concretezza delle scene e come detto anche per il pragmatismo legato alla ripresa di valori morali ora sopiti), ma è pure ambientato in Ticino. Una realtà che troppo spesso, e a torto, è vista come un’oasi felice. Ovviamente non siamo allo Zen di Palermo o a Scampia, ma nel suo piccolo e nell’ombra di decine di feste dedicate alle camelie, in Ticino è ben radicato un giro di prostituzione femminile ma anche maschile non indifferente.
U libro ritmato quasi come un racconto di Leonard ed erotico quasi come un romanzo di Miller. Con quella vena etica e anche po’ rivoluzionaria che se nessuno ci sente potremmo anche accostare (sempre con le dovute proporzioni) al “Che”. Insomma destra e sinistra, per una volta assieme, a promuovere un romanzo di una brava narratrice che tra l’altro ha voluto provare a stamparselo da sola accollandosi tutte le spese. Perciò forza. Tutti in libreria o su internet a comperare “Un gigolo in doppio petto”.
Il libro è in vendita nelle librerie del Ticino, e in internet, ma chi volesse altre informazioni può consultare il sito: www.ungigoloindoppiopetto.splinder.com
(N.M.)
È arrivato il momento di aggiornare per bene il blog dando spazio ai ringraziamenti per i quanti hanno dedicato tempo e ritagliando un posticino, per segnalare e recensire il mio terzo libro.
Andiamo con ordine… post dopo post… iniziando con il contenuto degli articoli o post già citati e partendo dall’articolo pubblicato da
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze.
Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi.
Coinvolti avvocati, medici e politici.
È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia
che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese.
Il commissario Bruno Ongaro: "Una ventina i gigolo in Ticino".
di Sal Feo
LUGANO - La “Lugano bene”, ma diciamo pure tutto il Ticino, è stata colpita nel cuore. E a farlo è stato un ragazzo ticinese. Un giovane avvenente, che a un certo punto della sua vita ha deciso di percorrere una parabola tutta discendente, che dal bel mondo di feste, caviale e champagne, si è trovato, suo malgrado, a rivestire i panni di un perfetto gigolo, fino a percorrere le ultime discese fatte di droga, ricatti e minacce. Una vicenda raccontata nel libro appena uscito nelle librerie dal titolo “Un gigolo in doppiopetto”. L’autrice è Manuela Mazzi, giovane scrittrice con già tre libri all’attivo, e che è diventata la depositaria – nonché diretta testimone - del racconto di Max (il nome è ovviamente fittizio). Un racconto che porta alla luce storie di un microcosmo tutto ticinese sconosciuto alla maggior parte della gente. Un mondo nascosto fatto di sesso a pagamento, di agenzie che reclutano ragazzi e ragazze, accompagnatori e amanti, dove sfilano noti avvocati, medici e pure qualche politico ticinese.
Tutto è iniziato con un collega di lavoro che lo ha introdotto nell'ambiente dei super ricchi luganesi. Qui Max ha conosciuto la donna a capo di un agenzia di gigolo e modelle. Si è infatuato di lei, e in breve tempo si è trovato a rivestire i panni dell’amante, e dell’oggetto sessuale di altre donne.
Il protagonista del racconto è riuscito – non senza parecchie difficoltà – ad uscire fuori da questo circolo vizioso. Oggi però deve fare i conti con minacce e telefonate anonime che arrivano da quei fantasmi del passato che si è ormai lasciato alle spalle. Si è ricostruito una nuova vita. Non ne vuole più sapere di sesso a pagamento, e vuole vivere nel più assoluto anonimato. Abbiamo incontrato l’autrice del libro, Manuela Mazzi, e ci siamo fatti raccontare quello che solo lei sa.
- Lo hai detto chiaramente all’inizio del libro. È un “reportage narrativo”. Cosa è stato camuffato per rispettare la privacy e cosa invece hai mantenuto reale?
“Sono stati camuffati i nomi e l'identità dei protagonisti. È stata romanzato il viaggio introspettivo del protagonista, ma i fatti che Max ha vissuto sono tutti veri e reali. Gli incontri sono avvenuti così come sono stati descritti. Ho cambiato la sua professione: non è vero che lavora in Governo, come ho raccontato nel libro, ma è attivo tuttavia in ambito statale. È reale ad esempio il coinvolgimento dell'alta borghesia ticinese, di medici, avvocati e pure politici, nonché alti esponenti della ‘Milano bene’ e pure una personalità importante della polizia di un altro cantone svizzero. Il protagonista mi ha elencati alcuni nomi, che ovviamente non ho riferito nel libro, altri me li ha fatti intuire”.
- Perché hai voluto raccontare in un libro questa storia?
“Non riuscivo a credere che nel nostro tranquillo Ticino potessero accadere queste cose. Non riuscivo ad immaginare che si potessero svolgere questi festini a base di sesso e droga in fantomatiche ville con piscine e con il coinvolgimento anche di nomi illustri del nostro cantone. Mi sembrava tutto surreale e impossibile. Eppure tutto accadeva a pochi metri dalle nostre case. Attorno a vicende di questo tipo c’è una sorta di omertà. Ho scritto il libro anche per abbattere queste barriere”.
- All'inizio il protagonista è orgoglioso della sua professione di sesso e soldi. Ad un certo punto però inizia a considerare tutto ciò come qualcosa di sporco. Cosa succede esattamente in lui?
"La consapevolezza di sentirsi usato. Max usa quattro termini per evidenziare il suo percorso: piacere, dovere, disgusto, paura. È significativa questa sequenza. È partito con il piacere, poi, ad un certo punto è subentrato il dovere, e questa situazione è andata sempre peggiorando fino ad arrivare a provare disgusto e paura”.
- Perché non ha avuto il coraggio di uscirne subito?
"Per paura. Una volta che entri in quel giro - mi ha raccontato - è difficile venirne fuori. Veniva continuamente ricattato. La donna che lo aveva legato a sé gli diceva che avrebbe rivelato tutto ai suoi datori di lavoro, che lo avrebbe fatto licenziare, che avrebbe perduto il suo tenore di vita".
- Alla fine però ce l'ha fatta.
"È stato intelligente. Ha colpito nel segno e ha abbassato la qualità delle sue prestazioni. Non essendo più un ottimo amante, il mercato lo ha chiesto sempre meno, fino ad escluderlo".
- Soldi e donne. Un binomio che farebbe gola a qualsiasi ragazzo. Che consiglio daresti a loro?
"Può sembrare banale, ma davvero non è tutto oro quel che luccica. In questi ambienti circola tanta droga, e molti ragazzi hanno fatto una brutta fine, con situazioni degradanti. Qualcuno di loro è arrivato perfino a dover girare filmini pornografici. Per i giovani può sembrare magari un mondo bellissimo, ma con questo libro ho cercato di far capire che non è così".
- In base a quello che lui ti ha raccontato quanto è presente il fenomeno dei gigolo in Ticino?
"È un fenomeno che gira attorno alle agenzie. Ma quello che sfugge di più sono quelli privati, quelli che hanno i siti su Internet. Tantissimi sono in Lombardia e vengono a lavorare anche in Ticino”.
- Di tutta questa storia qual è la cosa che più ti ha colpito?
“Il grosso giro di soldi attorno a queste attività. Non riuscivo a credere che ci fossero delle donne che per uscire con un ragazzo e avere un rapporto sessuale con lui arrivassero a sborsare migliaia di franchi. Durante il suo racconto non riuscivo a concepire come un ragazzo bello e benestante, con un lavoro anche ben remunerato, avesse ceduto alla tentazione del lusso, dei soldi, del sesso arrivando a prostituirsi e fare uso di droghe. Ho sempre concepito la prostituzione come l'ultima spiaggia disperata per coloro che non avevano più mezzi per sopravvivere, e invece nel caso di Max, lui aveva già tutto. Perchè arrivare a tanto?".
Alcuni passaggi del libro
"Arrivai così alla conclusione che non mi dovevo sentire una prostituta, e men che meno una preda da caccia , bensì sorta di geisha al maschile. Non mi limitavo a fare sesso, dovevo essere una persona capace di reggere le più diverse conversazioni, dovevo essere all'altezza di qualsiasi ambiente e apparire alla pari in qualsiasi compagnia. Insomma, non mi sentivo una puttana di lusso. Inoltre, non solo non toccava a me pagare, ma a sborsare erano addirittura le mie accompagnatrici. (...) O meglio, sembrava che fossi io a rivestire il ruolo del dominatore, sottomettendo le mie compagne al punto di costringerle a pagare per avermi".
"Ogni tanto ripenso all'introito mensile di quel periodo: mille franchi per un incontro approfondito, almeno tre volte al mese, più un paio di extra dall'attività di semplice accompagnatore, che saltuariamente continuavo a fare. In altre parole riuscivo a recuperare almeno 4000 franchi al mese - esente da tasse - oltre al mio salario ufficiale. E questo è solo l'inizio, perchè in seguito arrivai perfino a guadagnare 12.000 franchi che, aggiunti allo stipendio, mi facevano sfiorare quasi i ventimila franchi mensili".
"Nella tanto decantata isola felice, chiamata Svizzera, le cose non funzionano diversamente da tanti altri posti. Anche se qui l'omertà tiene sotto controllo la situazione avvolgendola in un sottile velo di seta nera. (...) dietro la facciata di una villa lussuosa, nei centri cittadini, ci sono realtà che ruotano intorno all'universo della malavita. (...) Creature viziose in cerca di nuove emozioni, legate al mercato del sesso o al gioco d'azzardo, come gli strozzini che aspettano al varco la loro vittima, gli spacciatori che si arricchiscono sulle pene dei disperati. E, pur sapendo benissimo quello che accade, la giustizia spesso è sommersa dal lavoro a tal punto da non riuscire a fare nulla. Anzi, non è raro che le prostitute abusive si concedano gratuitamente al solito agente il quale in cambio non le denuncia. L'ho visto con i miei occhi! Non ci credevo quando me lo raccontavano e invece un bel giorno, mentre stavo parlando con una collega, a un tratto la vidi agitarsi e scappar via. Ma prima di andarsene riuscì a dirmi con una faccia per nulla felice: "Quello che è appena entrato è un pezzo grosso della Pola di un altro cantone".
"Senza accorgermene, iniziai a conoscere altre nuove amiche al di sopra dei cinquanta - mogli di avvocati, medici, architetti, politici. Ticinesi e provenienti dalla Lombardia. le incontravo una volta al mese e a volte anche settimanalmente. Il mio incarico era sempre più definito: dovevo farle sentire ancora donne, assecondandole in tutti i loro desideri sessuali e rendere l'amplesso sempre diverso e mai uguale a quello praticato con il loro marito".

Rieccomi, velocemente, ma ci sono. Ho una gran voglia di aggiornare i miei blog, perché da un po’ di tempo sono così di corsa che mi sembra sempre di stare a perdere il treno e intanto il lavoro si accumula.
Quindi… vediamo di fare il punto della situazione. Questo nuovo libro, lo devo proprio dire, mi sta dando delle grandi soddisfazioni. Non fosse altro che per i lettori che sono decisamente aumentati rispetto le prime due esperienze. In compenso pare sempre più difficile farmi pubblicare anche solo un comunicato stampa da alcuni miei colleghi. Ma avranno di certo i loro motivi, che preferisco non sondare. Ci sono stati diversi altri media però che, in compenso, mi hanno dato credibilità e voglio pertanto ringraziarli. Per ora sono stati TicinoOnLine, prima di tutti gli altri, poi il Corriere del Ticino che mi ha pubblicato giusto una brevina, quindi è stata la volta di Azione, il settimanale per cui lavoro, grazie a un altro caro amico è apparsa una recensione anche sul Corriere degli italiani, mentre L’Universo ha segnalato con un bel fototesto il reportage, infine, dopo un’intervista che mi ha fatto un simpaticone di Radio Antenna 2 di Bergamo, è stata pubblicata oggi una video intervista su TicinoTV. Tra i prossimi aggiornamenti quindi pubblicherò le varie recensioni e segnalazioni, ma prima devo ringraziare molto la mitica Giusi d’Urso che mi ha promossa ovunque. Ci sarà il momento giusto che pubblicherò anche i diversi link. Ma per ora è tutto. Domani cercherò di portarmi avanti.
Ah, bene, finalmente il libro è in vendita anche sulla piattaforma IBS, con la quale ho già fatto una bella esperienza con i primi due libri.
Da oggi quindi - dall'Italia e dall'estero - è possibile acquistare "Un gigolo in doppiopetto" cliccando su quest'icona.
ATTENZIONE: DA QUALCHE GIORNO "UN GIGOLO IN DOPPIOPETTO" È IN VENDITA ANCHE IN TUTTI I REPARTI LIBRI DEI GRANDI MAGAZZINI MANOR e CARREFOUR DEL TICINO,
COSÌ CHE SARÀ REPERIBILE DAVVERO SU TUTTO IL TERRITORIO CANTONALE.
Questa non può aspettare. È stata una sorpresa incredibile oggi quando facendomi un giretto in internet ho trovato una pagina della RTSI (Radio televisione della Svizzera di lingua italiana).
Si tratta della classifica dei libri più venduti in Ticino e nel Grigioni italiano aggiornata all’8 maggio… e… sono al 13esimo posto tra fior fiori di libri di blasonate case editrici… vedete un po’ voi: l’ho stampata subito per evitare che al prossimo aggiornamento se ne esca quatto quatto…

SONO FELICISSIMA...
1.Alicia Gimenez-Bartlett: Nido vuoto, Sellerio;
2.Federico Moccia: Scusa ma ti chiamo amore, Rizzoli; rientrato
3.Joseph Ratzinger Benedetto XVI: Gesù di Nazaret, Rizzoli;
4.Paulo Coelho: La strega di Portobello, Bompiani; new
5.Henning Mankell: Il cervello di Kennedy, Mondadori;
e Il maestro di danza, Marsilio;
6.Andrea Camilleri: Le pecore e il pastore, Sellerio;
7.Andrea Vitali : Il segreto di Ortelia, Garzanti;
8.Ildefonso Falcones: La cattedrale del mare, Longanesi;
9.Björn Larsson: Bisogno di libertà, Iperborea;
10.Irène Némirovskij: Jezabel, Adelphi;
11.Alessandro Perissinotto: L’ultima notte bianca, Rizzoli;
12.Gianni Biondillo: Il giovane sbirro, Guanda new;
13.Sophie Kensella: I love shopping per il baby, Mondadori;
e Manuela Mazzi: Un gigolo in doppiopetto, Photo Ma.Ma. editioni;
14.Amos Oz: Non dire notte, Feltrinelli;
e Tracy Chevalier: L’innocenza, Neri Pozza;
Grazie al portale di informazione ticinese non omologata
e a Kult Virtual Press
PS: chiedo scusa ai diversi amici e siti che hanno segnalato l'uscita del libro per il fatto che sono un po' in ritardo nell'aggiornamento del blog, che presto ospiterà però tutti i link.