Chi sono

Utente: mmazzi
Nome: Manuela Mazzi


Chi sono?

Di certo non sono più adolescente, anche se ad alcuni piace definirmi naif. Sono invece una giornalista, ma non di quelle che diventano famose: non ho intenzione di scendere a certi compromessi. Tuttavia ho intenzione di lottare per continuare a scrivere, a esprimere ciò che ho dentro, a spiegare e raccontare quanto mi va di dire. Ecco il motivo per cui ho deciso di iniziare a scrivere libri... sia mai che in questo modo io riesca finalmente a "parlare al mondo" senza censure di sorta. Il mio nome è Manuela Mazzi.

A metà maggio 2005 è uscito il mio primissimo libro intitolato "L'angelo apprendista", mentre a metà maggio 2006 è stato pubblicato il romanzo "Un caffè a Kathmandu". L'ultimo nato è invece "Un gigolo in doppiopetto" uscito a inizio aprile 2007.

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Disclaimer

A chiunque dubitasse che i miei blog siano solo pubblicità allo stato puro devo dare una delusione. Dopo il terzo blog, ergo dopo tre libri, ovvero dopo tre anni, ho imparato che i blog non mi servono per vendere libri, non di certo sfruttando la blogosfera. Pensassi l’opposto sarei folle, oppure li avrei già chiusi... Per fare un esempio potrei accennare alle vendite: de “Un gigolo in doppiopetto”, ne ho regalati una decina ad amici blogger, ma NESSUNO me lo ha, finora (21.09.07), ordinato... forse due lo hanno fatto su IBS, siccome la libreria on-line me li ha richiesti... ma per il resto. Lo stesso è valso per gli altri due... se ne ho venduti 5 o 6 in totale ad amici blogger (ai quali poi ho regalato quest’ultimo) posso dirmi ottimista nelle stime. State pure tranquilli i blog a me servono solo come sito gratuito per, anzitutto, essere presente in rete e poi per tenere il diario di queste mie avventure editoriali, altrimenti non lo farei: non sarebbe gratificante farlo su un word. In altre parole sono dei contenitori dell’esperienza libro, e di tutte le informazioni che lo riguardano: così, quando escono articoli sui giornali (quelli, sì, sono pubblicità allo stato puro, anche se a volte qualcuno mi dedica una recensione) i lettori possono trovare “maggior informazioni” attraverso i miei link... Tutto qui. E spero che sia sufficiente.
«Un gigolo
in doppiopetto»

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Chi desidera informazioni in merito al contenuto de "L'angelo apprendista", è pregato di consultare il sito:
www.
angeloapprendista. splinder.com

oppure di prendere contatto direttamente con me via e-mail: Grazie!
E-mail:
angeloapprendista @tiomail.ch
uncaffeakathmandu @tiomail.ch

 

ISBN: 88-89243-31-7


Per la Svizzera: formulario per L'angelo apprendista

Per l'Italia:



In vendita da metà maggio 2006 anche il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, uscito nella collana "Un libro in aiuto" per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma e già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi. Un libro a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.

  100

100

ISBN: 88-89243-95-3

Per la Svizzera:

formulario per Un caffè a Kathmandu

Per l'Italia:



A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto". La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera. Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese. Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".

 

ISBN: 978-88-902810-0-6

Chi desidera acquistare il libro "Un gigolo in doppiopetto" - dalla Svizzera - è invitato a scaricare il seguente formulario:

formulario per Un caffè a Kathmandu

oppure a prendere contatto direttamente con me via e-mail: fuori quindi dalla blogosfera! Grazie. E-mail:
ss@tiomail.ch

photomamaedition
@hotmail.com

Dall'Italia:




domenica, 27 maggio 2007

Mitica Giusi d'Urso

Mitica anche la grande Giusi che oltre ad avermi fatto una splendida recensione l'ha anche promossa ovunque.

Ecco i vari blog su cui è apparsa, a partire dal suo speciale
sito omonimo del suo prossimo libro
che segna il suo esordio nell'ambito editoriale,
e che promette di essere un grande successo!

"Il bene tolto"

inoltre è apparso su:

"Blog Friends"

su

"Infinitamente Tu"

su

"Pensieri Vagabondi"

 

Parole Amiche

Un Gigolo in doppiopetto
di Manuela Mazzi

E' raro riuscire a leggere tutto d'un fiato un libro che parla di argomenti che "bruciano", come prostituzione e degrado. Ma è quello che mi è accaduto leggendo il nuovo romanzo di Manuela Mazzi, giornalista e scrittrice di Locarno (Svizzera), dal titolo: "Un Gigolo in doppiopetto", edito dalla stessa autrice (Photo Ma.Ma Edition). Si tratta della confessione -denuncia di un giovane gigolo ticinese al servizio di donne della società bene lombarda. E' ispirato quindi a fatti realmente accaduti e romanzati, con stile e maestria, dall'autrice.
Il reportage narrativo ripercorre la storia di un ambizioso ragazzo ticinese, Max, ingaggiato da un'agenzia di accompagnatori di Lugano, allo scopo di vendere il suo corpo. Le clienti appartengono all'alta società milanese, ma non solo. Il protagonista viene attirato da un amico nelle maglie strette del subdolo sistema della prostituzione e presto rimane impigliato negli affari di sesso e droga, che lo segnano sia fisicamente che psicologicamente. La sua vita che all'inizio sembra splendere e luccicare come il denaro che guadagna copiosamente, si trasforma in un vero inferno, fatto dall'annientamento assoluto della dignità e dalla dipendenza della droga. Ma egli alla fine riesce ad uscirne con fatica e coraggio e cerca di ricostruirsi una vita.
La schiettezza con cui la Mazzi descrive le sensazione e le frustazione del giovane gigolo lascia a volte senza fiato, con i suoi dialoghi serrati e le sue descrizioni scioccanti. A tratti il libro diventa un pugno allo stomaco e in certi passi invece ci porta alla riflessione. Un dipinto scevro di fronzoli, una storia forte, triste, ma che parla anche di riscatto. Un'analisi attenta di quanto sia semplice, in certi ambienti, smarrirsi e perdere la propria dignità.
Il libro, come accennato in precedenza, è stato autoprodotto dell'autrice, che con coraggio e spirito d'iniziativa lo sta promuovendo in Svizzera e in Italia.
Ricordate dunque: "Un Gigolo in doppipetto", Manuela Mazzi, Photo Ma.Ma Editore, ISBN 978-88-902810-0-6,
12 Euro.
E' possibile ordinarlo sui seguenti siti:

www.webster.it
www.libreriauniversitaria.it
www.unilibro.it
www.azlibri.it

Poche note sull'autrice:
Manuela Mazzi è nata a Locarno nel 1971. Giornalista professionista e appasionata di fotografia, oltre ad aver collaborato con diverse testate ticinesi e con il Giornale di Milano, ha già pubblicato i romanzi "L'angelo apprendista" e "Un caffè a Kathmandu", entrambi editi da Edizioni Progetto Cultura 2003 (Roma). Attualmente lavora nella redazione del settimanale d'approfondimento Azione e produce servizi giornalistici e reportage fotografici come free lance.
postato da: mmazzi alle ore 21:32 | link | commenti (3)
categorie: f recensioni e commenti

Incontenibile Nico

Un grazie pure all'amico Nico

 per la graditissima recensione promossa su più siti.

Ecco i vari siti su cui è apparsa, a partire da...

"Il Rifugio dei Moai"

inoltre è apparso su:

 

e su

"Libri e Dintorni"



di Cosentino Domenico

Questa volta Manuela ha fatto centro. Il libro non mi ha lasciato alcun dubbio. Lo stile della Mazzi è molto migliorato, più descrittivo, più audace. Le pagine scorrono come un fiume in piena. I capitoli sono un crescendo, intrigando il lettore che non vede l'ora di finire il romanzo per capire cosa succede al protagonista, Massimo, che si trova invischiato in questa situazione un po’ particolare.
Diventa gigolò per caso, all'inizio è un gioco piacevole (le descrizioni delle scene di sesso non sono mai volgari, anzi erotiche), per poi ritrovarsi un una situazione molto spiacevole.
Manuela ha partorito questo libro dopo un travagliato lavoro. Una situazione frustante, l'editore rifiuta la stampa del libro, Manuela non demorde crea dal nulla la sua piccola casa editrice.
Posso aggiungere solo una cosa:
vai avanti così, non demordere.
"Librando"
postato da: mmazzi alle ore 18:09 | link | commenti
categorie: f recensioni e commenti

Nick, Gix & Corriere degli italiani

Continuano gli aggiornamenti citati nell'ultimo post,
con l'articolo-recensione di Nick, pubblicato prima sul suo blog

 

 poi sul blog di Gix 

e infine sul Corriere degli italiani
 

Letture:Scavando nel lato oscuro del Ticino..

Sunto: “Un Gigolo in doppiopetto” è un reportage narrativo che ripercorre la storia vera di un gigolo ticinese. Un giovane ambizioso ingaggiato da un’agenzia di accompagnatori di Lugano per vendere il suo corpo a donne della Milano bene, ma non solo. Una confessione a presa diretta raccontata in prima persona dal protagonista, che si è trovato a vivere due anni di degrado di sé, attraverso un viaggio nel miraggio di valori distorti, della bella vita, dei soldi facili, ma anche di prostituzione e droga.

Commento: Manuela Mazzi ha scritto un libro all’americana ambientato in Ticino. I fitti dialoghi e le immagini concrete e forti de “Un gigolo in doppiopetto” sembrano uscire (sempre con le dovute proporzioni) dalla penna di Elmor Leonard o dalla fantasia erotica di Henry Miller. Ma la scrittrice ci mette anche una vena morale molto forte. Non c’è capitolo senza che il protagonista cerchi di analizzare il suo comportamento e cerchi di capire il perché è finito nel giro della prostituzione. Certo, la noia e la routine quotidiana possono spiegare questa caduta agli inferi, ma forse c’è dell’altro. Forse il libro di Manuela Mazzi può essere inteso come un’allegoria a quella perdita di valori che la società intera sta vivendo. Nulla di nuovo, si potrebbe dire. È vero, ma se accanto alla critica, c’è una presa di coscienza della situazione in cui è finito (e quindi di riflesso dell’intero momento storico in cui viviamo) e c’è soprattutto un forte rigetto della stessa con un appello a riprendersi interamente e con vigore quei valori che sembrano essersi persi, allora la critica cambia e il reportage narrativo si rinvigorisce. Soprattutto in anni in cui relativismo e nichilismo sembrano sotterrare sotto palate d’indifferenza battaglie morali ed etiche.

Come detto è un romanzo all’americana (per lo stile cinematografico, per la concretezza delle scene e come detto anche per il pragmatismo legato alla ripresa di valori morali ora sopiti), ma è pure ambientato in Ticino. Una realtà che troppo spesso, e a torto, è vista come un’oasi felice. Ovviamente non siamo allo Zen di Palermo o a Scampia, ma nel suo piccolo e nell’ombra di decine di feste dedicate alle camelie, in Ticino è ben radicato un giro di prostituzione femminile ma anche maschile non indifferente.

U libro ritmato quasi come un racconto di Leonard ed erotico quasi come un romanzo di Miller. Con quella vena etica e anche po’ rivoluzionaria che se nessuno ci sente potremmo anche accostare (sempre con le dovute proporzioni) al “Che”. Insomma destra e sinistra, per una volta assieme, a promuovere un romanzo di una brava narratrice che tra l’altro ha voluto provare a stamparselo da sola accollandosi tutte le spese. Perciò forza. Tutti in libreria o su internet a comperare “Un gigolo in doppio petto”.

Il libro è in vendita nelle librerie del Ticino, e in internet, ma chi volesse altre informazioni può consultare il sito:
www.ungigoloindoppiopetto.splinder.com

 

(N.M.)

postato da: mmazzi alle ore 17:03 | link | commenti
categorie: f recensioni e commenti

In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese, ma anche quella milanese

È arrivato il momento di aggiornare per bene il blog dando spazio ai ringraziamenti per i quanti hanno dedicato tempo e ritagliando un posticino, per segnalare e recensire il mio terzo libro.

Andiamo con ordine… post dopo post… iniziando con il contenuto degli articoli o post già citati e partendo dall’articolo pubblicato da 






In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese

Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze.
Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi.
Coinvolti avvocati, medici e politici.
È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia
che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese.
Il commissario Bruno Ongaro: "Una ventina i gigolo in Ticino".


 

di Sal Feo

 

LUGANO - La “Lugano bene”, ma diciamo pure tutto il Ticino, è stata colpita nel cuore. E a farlo è stato un ragazzo ticinese. Un giovane avvenente, che a un certo punto della sua vita ha deciso di percorrere una parabola tutta discendente, che dal bel mondo di feste, caviale e champagne, si è trovato, suo malgrado, a rivestire i panni di un perfetto gigolo, fino a percorrere le ultime discese fatte di droga, ricatti e minacce. Una vicenda raccontata nel libro appena uscito nelle librerie dal titolo “Un gigolo in doppiopetto”. L’autrice è  Manuela Mazzi, giovane scrittrice con già tre libri all’attivo, e che è diventata la depositaria – nonché  diretta testimone - del racconto di Max (il nome è ovviamente fittizio). Un racconto che porta alla luce storie  di un microcosmo tutto ticinese sconosciuto alla maggior parte della gente. Un mondo nascosto fatto di sesso a pagamento, di agenzie che reclutano ragazzi e ragazze, accompagnatori e amanti, dove sfilano noti avvocati, medici e pure qualche politico ticinese.

Tutto è iniziato con un collega di lavoro che lo ha introdotto nell'ambiente dei super ricchi luganesi. Qui Max ha conosciuto la donna a capo di un agenzia di gigolo e modelle. Si è infatuato di lei, e in breve tempo si è trovato a rivestire i panni dell’amante, e dell’oggetto sessuale di altre donne.

Il protagonista del racconto è riuscito – non senza parecchie difficoltà – ad uscire fuori da questo circolo vizioso. Oggi però deve fare i conti con minacce e telefonate anonime che arrivano da quei fantasmi del passato che si è ormai lasciato alle spalle. Si è ricostruito una nuova vita. Non ne vuole più sapere di sesso a pagamento, e vuole vivere nel più assoluto anonimato. Abbiamo incontrato l’autrice del libro, Manuela Mazzi, e ci siamo fatti raccontare quello che solo lei sa.

- Lo hai detto chiaramente all’inizio del libro. È un “reportage narrativo”. Cosa è stato camuffato per rispettare la privacy  e cosa invece hai mantenuto reale?
“Sono stati camuffati i nomi e l'identità dei protagonisti. È stata romanzato il viaggio introspettivo del protagonista, ma i fatti  che Max ha vissuto sono tutti veri e reali.  Gli incontri sono avvenuti così come sono stati descritti. Ho cambiato la sua professione: non è vero che lavora in Governo, come ho raccontato nel libro, ma è attivo tuttavia in ambito statale. È reale ad esempio il coinvolgimento dell'alta borghesia ticinese,  di medici,  avvocati e pure politici, nonché alti esponenti della ‘Milano bene’ e pure una personalità importante della polizia di un altro cantone svizzero. Il protagonista mi ha elencati alcuni nomi, che ovviamente non ho riferito nel libro, altri me li ha fatti intuire”.

- Perché hai voluto raccontare in un libro questa storia?
“Non riuscivo a credere che nel nostro tranquillo Ticino potessero accadere queste cose. Non riuscivo ad immaginare che si potessero svolgere questi festini a base di sesso e droga in fantomatiche ville con piscine e con il coinvolgimento anche di nomi illustri del nostro cantone.  Mi sembrava tutto surreale e impossibile. Eppure tutto accadeva a pochi metri dalle  nostre case. Attorno a vicende di questo tipo c’è una sorta di omertà. Ho scritto il libro anche per abbattere queste barriere”.

- All'inizio il protagonista è orgoglioso della sua professione di sesso e soldi. Ad un certo punto però inizia a considerare tutto ciò come qualcosa di sporco. Cosa succede esattamente in lui?
"La consapevolezza di sentirsi usato. Max usa quattro termini per evidenziare il suo percorso: piacere, dovere, disgusto,  paura. È significativa questa sequenza. È partito con il piacere, poi, ad un certo punto è subentrato il dovere, e questa situazione è andata sempre peggiorando fino ad arrivare a provare disgusto e paura”.  

- Perché non ha avuto il coraggio di uscirne subito?
"Per paura. Una volta che  entri in quel giro - mi ha raccontato - è difficile venirne fuori. Veniva continuamente  ricattato. La donna che lo aveva legato a sé  gli diceva che avrebbe rivelato tutto ai suoi datori di lavoro, che lo avrebbe fatto licenziare, che avrebbe perduto il suo tenore di vita".

- Alla fine però ce l'ha fatta.
"È stato intelligente. Ha colpito nel segno e ha abbassato  la qualità delle sue prestazioni. Non essendo più un ottimo amante, il mercato lo ha chiesto sempre meno, fino ad escluderlo".

- Soldi e donne. Un binomio che farebbe gola a qualsiasi ragazzo. Che consiglio daresti a loro?
"Può sembrare banale, ma davvero non è tutto oro quel che luccica. In questi ambienti circola tanta droga, e molti ragazzi hanno fatto una brutta fine, con  situazioni degradanti. Qualcuno di loro è arrivato perfino a dover girare filmini pornografici. Per i giovani può sembrare magari un mondo bellissimo, ma con questo libro ho cercato di far capire che non è così".

- In base a quello che lui ti ha raccontato quanto è presente il fenomeno dei gigolo in Ticino?
"È un fenomeno che gira attorno alle agenzie. Ma quello che sfugge di più sono quelli privati, quelli che hanno i siti su Internet. Tantissimi sono in Lombardia e vengono a lavorare anche in Ticino”.  

- Di tutta questa storia qual è la cosa che più ti ha colpito?
“Il grosso giro di soldi attorno a queste attività. Non riuscivo a credere che ci fossero delle donne che per uscire con un ragazzo e avere un rapporto sessuale con lui arrivassero a sborsare migliaia di franchi. Durante il suo racconto non riuscivo a concepire come un ragazzo bello e benestante, con un lavoro anche ben remunerato, avesse ceduto alla tentazione del lusso, dei soldi, del sesso arrivando a prostituirsi e fare uso di droghe. Ho sempre concepito la prostituzione come l'ultima spiaggia disperata per coloro che non avevano più mezzi per sopravvivere, e invece nel caso di Max, lui aveva già tutto. Perchè arrivare a tanto?".

Alcuni passaggi del libro

"Arrivai così alla conclusione che non mi dovevo sentire una prostituta, e men che meno una preda da caccia , bensì sorta di geisha al maschile. Non mi limitavo a fare sesso, dovevo essere una persona capace di reggere le più diverse conversazioni, dovevo essere all'altezza di qualsiasi ambiente e apparire alla pari in qualsiasi compagnia. Insomma, non mi sentivo una puttana di lusso. Inoltre, non solo non toccava a me pagare, ma a sborsare erano addirittura le mie accompagnatrici. (...) O meglio, sembrava che fossi io a rivestire il ruolo del dominatore, sottomettendo le mie compagne al punto di costringerle a pagare per avermi".

"Ogni tanto ripenso all'introito mensile di quel periodo: mille franchi per un incontro approfondito, almeno tre volte al mese, più un paio di extra dall'attività di semplice accompagnatore, che saltuariamente continuavo a fare. In altre parole riuscivo a recuperare almeno 4000 franchi al mese - esente da tasse - oltre al mio salario ufficiale. E questo è solo l'inizio, perchè in seguito arrivai perfino a guadagnare 12.000 franchi che, aggiunti allo stipendio, mi facevano sfiorare quasi i ventimila franchi mensili".

"Nella tanto decantata isola felice, chiamata Svizzera, le cose non funzionano diversamente da tanti altri posti. Anche se qui l'omertà tiene sotto controllo la situazione avvolgendola in un sottile velo di seta nera. (...) dietro la facciata di una villa lussuosa, nei centri cittadini, ci sono realtà che ruotano intorno all'universo della malavita. (...) Creature viziose in cerca di nuove emozioni, legate al mercato del sesso o al gioco d'azzardo, come gli strozzini che aspettano al varco la loro vittima, gli spacciatori che si arricchiscono sulle pene dei disperati. E, pur sapendo benissimo quello che accade, la giustizia spesso è sommersa dal lavoro a tal punto da non riuscire a fare nulla. Anzi, non è raro che le prostitute abusive si concedano gratuitamente al solito agente il quale in cambio non le denuncia. L'ho visto con i miei occhi! Non ci credevo quando me lo raccontavano e invece un bel giorno, mentre stavo parlando con una collega, a un tratto la vidi agitarsi e scappar via. Ma prima di andarsene riuscì a dirmi con una faccia per nulla felice: "Quello che è appena entrato è un pezzo grosso della Pola di un altro cantone".

"Senza accorgermene, iniziai a conoscere altre nuove amiche al di sopra dei cinquanta - mogli di avvocati, medici, architetti, politici. Ticinesi e provenienti dalla Lombardia. le incontravo una volta al mese e a volte anche settimanalmente. Il mio incarico era sempre più definito: dovevo farle sentire ancora donne, assecondandole in tutti i loro desideri sessuali e rendere l'amplesso sempre diverso e mai uguale a quello praticato con il loro marito".

 

postato da: mmazzi alle ore 11:54 | link | commenti
categorie: f segnalazione, f interviste, f recensioni e commenti
sabato, 26 maggio 2007

Aggiornamenti in corso

Rieccomi, velocemente, ma ci sono. Ho una gran voglia di aggiornare i miei blog, perché da un po’ di tempo sono così di corsa che mi sembra sempre di stare a perdere il treno e intanto il lavoro si accumula.

Quindi… vediamo di fare il punto della situazione. Questo nuovo libro, lo devo proprio dire, mi sta dando delle grandi soddisfazioni. Non fosse altro che per i lettori che sono decisamente aumentati rispetto le prime due esperienze. In compenso pare sempre più difficile farmi pubblicare anche solo un comunicato stampa da alcuni miei colleghi. Ma avranno di certo i loro motivi, che preferisco non sondare. Ci sono stati diversi altri media però che, in compenso, mi hanno dato credibilità e voglio pertanto ringraziarli. Per ora sono stati TicinoOnLine, prima di tutti gli altri, poi il Corriere del Ticino che mi ha pubblicato giusto una brevina, quindi è stata la volta di Azione, il settimanale per cui lavoro, grazie a un altro caro amico è apparsa una recensione anche sul Corriere degli italiani, mentre L’Universo ha segnalato con un bel fototesto il reportage, infine, dopo un’intervista che mi ha fatto un simpaticone di Radio Antenna 2 di Bergamo, è stata pubblicata oggi una video intervista su TicinoTV. Tra i prossimi aggiornamenti quindi pubblicherò le varie recensioni e segnalazioni, ma prima devo ringraziare molto la mitica Giusi d’Urso che mi ha promossa ovunque. Ci sarà il momento giusto che pubblicherò anche i diversi link. Ma per ora è tutto. Domani cercherò di portarmi avanti.

postato da: mmazzi alle ore 20:43 | link | commenti (2)
categorie: d libro
martedì, 15 maggio 2007

In vendita anche su IBS

Ah, bene, finalmente il libro è in vendita anche sulla piattaforma IBS, con la quale ho già fatto una bella esperienza con i primi due libri.

Da oggi quindi - dall'Italia e dall'estero - è possibile acquistare "Un gigolo in doppiopetto" cliccando su quest'icona.

postato da: mmazzi alle ore 12:20 | link | commenti (1)
categorie: a librerie in italia ed estero
sabato, 12 maggio 2007

Un gigolo in doppiopetto arriva nelle Manor

ATTENZIONE: DA QUALCHE GIORNO "UN GIGOLO IN DOPPIOPETTO" È IN VENDITA ANCHE IN TUTTI I REPARTI LIBRI DEI GRANDI MAGAZZINI MANOR e CARREFOUR DEL TICINO,
COSÌ CHE SARÀ REPERIBILE DAVVERO SU TUTTO IL TERRITORIO CANTONALE.

                       

postato da: mmazzi alle ore 22:22 | link | commenti
categorie: a librerie in ticino
giovedì, 10 maggio 2007

Sooonnnooo in classifica tra i più venduti nella Svizzera italiana

Questa non può aspettare. È stata una sorpresa incredibile oggi quando facendomi un giretto in internet ho trovato una pagina della RTSI (Radio televisione della Svizzera di lingua italiana).

Si tratta della classifica dei libri più venduti in Ticino e nel Grigioni italiano aggiornata all’8 maggio… e… sono al 13esimo posto tra fior fiori di libri di blasonate case editrici… vedete un po’ voi: l’ho stampata subito per evitare che al prossimo aggiornamento se ne esca quatto quatto…

SONO FELICISSIMA...

1.Alicia Gimenez-Bartlett: Nido vuoto, Sellerio;
2.Federico Moccia: Scusa ma ti chiamo amore, Rizzoli; rientrato
3.Joseph Ratzinger Benedetto XVI: Gesù di Nazaret, Rizzoli;
4.Paulo Coelho: La strega di Portobello, Bompiani; new
5.Henning Mankell: Il cervello di Kennedy, Mondadori;
e Il maestro di danza, Marsilio;
6.Andrea Camilleri: Le pecore e il pastore, Sellerio;
7.Andrea Vitali : Il segreto di Ortelia, Garzanti;
8.Ildefonso Falcones: La cattedrale del mare, Longanesi;
9.Björn Larsson: Bisogno di libertà, Iperborea;
10.Irène Némirovskij: Jezabel, Adelphi;
11.Alessandro Perissinotto: L’ultima notte bianca, Rizzoli;
12.Gianni Biondillo: Il giovane sbirro, Guanda new;
13.Sophie Kensella: I love shopping per il baby, Mondadori;
e Manuela Mazzi: Un gigolo in doppiopetto, Photo Ma.Ma. editioni;
14.Amos Oz: Non dire notte, Feltrinelli;
e Tracy Chevalier: L’innocenza, Neri Pozza;

postato da: mmazzi alle ore 20:36 | link | commenti (3)
categorie: d libro
mercoledì, 09 maggio 2007

Segnalazione su InfoPino e Kult Virtual Press

Grazie al portale di informazione ticinese non omologata

e a Kult Virtual Press

PS: chiedo scusa ai diversi amici e siti che hanno segnalato l'uscita del libro per il fatto che sono un po' in ritardo nell'aggiornamento del blog, che presto ospiterà però tutti i link.

postato da: mmazzi alle ore 21:49 | link | commenti
categorie: f segnalazione
mercoledì, 02 maggio 2007

Grandi Nick e Gix

Volevo ringraziare due cari amici per TUUUTTTTOOOO...

postato da: mmazzi alle ore 18:26 | link | commenti (17)
categorie: f recensioni e commenti